Claire Fontaine è un’artista concettuale femminista collettiva fondata da Fulvia Carnevale e James Thornhill a Parigi nel 2004; dal 2017 vive e lavora a Palermo. Lavora con il video, la scultura, la pittura e la scrittura, il suo nome è ispirato all’iconico ready-made di Duchamp, l'orinatoio intitolato Fontaine, e ad una famosa marca di cancelleria francese (Clairefontaine). La sua pratica neo-concettuale agisce provocatoriamente, mettendo in discussione la questione dell’autorialità e rielaborando iconografie, familiari all’immaginario collettivo. Il gruppo, che si definisce “un'artista ready-made”, rifiuta il culto del genio individuale, ponendo l’accento sull’importanza fondamentale della cooperazione. La ricerca di Claire Fontaine, sfruttando parole e immagini espressive, è finalizzata a colpire il sistema politico e culturale contemporaneo, nonché il capitalismo.

Claire Fontaine ha pubblicato nel 2022 con Diversity of Aesthetics una conversazione con Iman Ganji e José Rosales intitolata Foreigners Everywhere, nel 2020 un’antologia completa dei suoi scritti per Semiotext(e) intitolata Human Strike and the Art of Creating Freedom, con una prefazione di Hal Foster. L’antologia è stata pubblicata anche in francese da Diaphanes e in italiano da Derive Approdi. Nel 2011 è stato pubblicato il libro d’artista Some instructions for the sharing of private property (One Star Press) e nel 2009 Vivre, vaincre (Dilecta). Due monografie dell'artista sono state pubblicate da Koenig’s Books: Newsfloor nel 2020, con testi di Anita Chari e Jaleh Mansoor e Foreigners Everywhere nel 2011, con testi di Letizia Ragaglia, Bernard Blistène, Nicolas Liucci-Goutnikov, John Kelsey e Hal Foster. Sue mostre recenti includono: Cancel Patriarchy, Base, Milano, 2023; Star Reply Forward Copy Info Delete, Memphis, Linz, 2022; Siamo con voi nella notte, Museo del 900, Firenze, 2020; I- WE-YES, Studio Concreto, Lecce, 2020; Your Money and Your Life, Galerias Municipais, Lisbona, 2019; La Borsa e la vita, Palazzo Ducale, Genova, 2019; Les printemps seront silencieux, Le Confort Moderne, Poitiers, 2019; #displaced, Städtische Galerie Norhdorn, Nordhorn, 2019 ; Fortezzuola, Museo Pietro Canonica, Villa Medici, Roma, 2016; Tears, Jewish Museum, New York 2013; 1493, Espacio 1414, San Juan, Puerto Rico 2013; Sell Your Debt, Queen’s Nails, San Francisco 2013; Redemptions, CCA Wattis, San Francisco, 2013; Carelessness causes fire, Audian Gallery, Vancouver 2012; Breakfast starts at midnight, Index, The Swedish Contemporary Art Foundation, Stoccolma 2012; M-A-C-C-H-I-N-A-Z-IO-N-I, Museion, Bolzano, 2012; P.I.G.S., MUSAC, Castilla y León 2011; Economies, Museum of Contemporary Art, North Miami 2010. Nel 2024 partecipano alla 60. Biennale di Venezia, a cura di Adriano Pedrosa, che prende a prestito il titolo: “Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere”, da una loro opera. Sono altresì presenti in Biennale, sia nella mostra centrale sia nel padiglione della Santa Sede.